Un ballo magico

Un ballo magico

180076_1711893570183_6903628_nPiù che il ballo dell’Argentina, il tango è il ballo del Rio della Plata, cioè delle città di Buenos Aires e Montevideo, due metropoli che si affacciano da sponde opposte all’estuario del grande fiume, e che al di là dell’appartenenza a due stati diversi, sono molto più vicine fra loro per storia, composizione etnica, cultura di quanto ciascuna non lo sia rispetto al resto della nazione di cui è capitale. Ma il tango non è la sola danza rioplatense: i tangueros sono soliti alternarlo alla milonga e al vals criollo.

La milonga è caratterizzata da un tempo molto più veloce di quello del tango, con un ritmo semplice, regolare e sincopato. La danza è piena di brio, con figure sempici: essenzialmente una camminata continuamente spezzata, con una forma tipica di ocho sia dell’uomo che della donna (ocho milonguero), e poche altre figure, necessariamente agili, data la velocità. A volte la si balla senza la classica presa: ciascuno tiene le mani allacciate dietro di sè, mentre le fronte si appoggia a quella del partner (secondo alcuni questo stile sarebbe invenzione della nota cantante Tina Merello, che in una occasione dovette nascondere al pubblico una improvvisa ampia scucitura della propria gonna).

Il vals criollo è basato sul ritmo del valzer viennese, ma i movimenti sono quasi gli stessi del tango (generalmente un passo sul primo tempo di ogni battuta). Viene chiamato anche vals cruzado per il continuo cambiar direzione nel movimento della coppia.

Il tango rappresenta una vera rivoluzione nel ballo di coppia. Con valzer,mazurca, polka e gli altri balli in voga ha in comune solo la presa fra i due ballerini; tutto il resto segue una logica totalmente innovativa.

Non è di apprendimento immediato, e per ballarlo non basta salire in pista (come avviene con le altre danze di società) e seguire il ritmo, ne è sufficiente accompagnarsi a un partner che già lo conosce e “farsi portare”. Si tratta di un vero e proprio esercizio di concentrazione. I primi tangueros di cortile non lo improvvisano, se pur nemmeno frequentano corsi presso maestri professionisti: è durante la settimana, dopo il lavoro, che piccoli gruppi di uomini provano e riprovano fra loro i passi, mentre altrove le donne fanno la stessa cosa, per prepararsi al ballo della domenica.

Perché il tango (e ci teniamo a sottolinearlo a dispetto di chi, senza conoscerlo, vuole identificarlo con un assoluto “pensiero triste che si balla”) è divertimento, non solo quando ci si lancia in pista alla festa o nel salòn, ma anche facendo parte di allegre e chiassose comitive che si ritrovano per provare e ripetere.

Il tango è un ballo totalmente libero, privo di coreografie predefinite. Mentre le altre danze si fondano su una figura di base da ripetere alternandola a qualche occasionale variante, il tango è del tutto privo di schemi ripetitivi. La salida basica è solo una combinazione di passi che si utilizza per imparare a ballare (cioè a … non ripeterla), mentre le figure classiche (ocho adelante, ocho atràs, mordida, medialuna, ecc.) vengono continuamente assemblate, sospese, frammentate e ricombinate, in un’unica caleidoscopica figura che non si ripeterà mai uguale. Le coppie non procedono mai in modo fra loro coerente: ognuna segue di volta in volta direzioni diverse (e la necessità di evitare le collisioni impone ulteriormente di decidere istante per istante il passo da eseguire), anche se viene complessivamente mantenuta una lenta rotazione in senso antiorario.

Il tango è un linguaggio con cui esprimersi. Per chi balla il valzer o la polka la musica è un supporto ritmico, e la melodia un accompagnamento; un brano o un altro, un interprete o un altro vedono i ballerini eseguire sempre gli stessi movimenti. Ma le melodie del tango sono così ricche di differenti coloriture musicali, gli stili interpretativi e gli impasti strumentali così diversi, la poetica dei testi così mutevole, che passare da un brano all’altro (o anche da un esecutore all’altro di uno stesso brano) significa entrare in una condizione emozionale nuova, che ispira un portamento e uno stile che non sono mai gli stessi.

Ballare tango